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Le piante dell’amore
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Fra leggenda, tradizione, scienza e magia

Dallo Yohimbe alla Muira Puama, fra le più conosciute, ad altre meno note ma con una storia di utilizzi tradizionali che ruotano attorno alla sessualità e alle sue problematiche. (Foto di una infiorescenza maschile del Coco de mer delle Seyschelles)

Mentre per la maggior parte degli afrodisiaci vegetali non esiste una prova scientifica dei loro reali effetti, esiste una serie di piante che hanno effetti farmaceutici dimostrati. Però oltre ad aumentare la potenza sessuale possono anche causare alterazioni della percezione ed altri danni sulla salute.

Alcuni tipi di arbusti e alberi, tutti caratterizzati da un legno durissimo e quindi chiamati “legno della potenza”, hanno un effetto positivo sulla vita sessuale (in parte anche farmacologicamente testato) in modo particolare per quanto riguarda la cura dell’impotenza. I più conosciuti legni della potenza sono lo Yohimbe e la Miura Puama.

YOHIMBE

Da miglia di anni gli abitanti delle zone tropicali dell’Africa utilizzano lo Yohimbe come afrodisiaco: durante i matrimoni i membri delle tribù consumano per tutto il giorno grandi quantità di corteccia bollita per “cadere in preda al desiderio carnale”. Verso la fine del XIX secolo si sparse velocemente in tutto il mondo la voce sugli effetti miracolosi di questa corteccia. In Africa si svilupparono grandi piantagioni di Yohimbe ed anche nella medicina occidentale si iniziò ad usare come afrodisiaco la yohimbina, il principio attivo ricavato dalla pianta. In Francia andarono subito a ruba le “pillole d’amore” di yohimbe ad anche in Germania le medicine ricavate da questa pianta erano ritenute efficaci afrodisiaci.

MUIRA PUAMA

Le popolazioni amazzoniche utilizzano la corteccia dell’albero della potenza (da muira=albero, puama=potenza) come afrodisiaco e stimolante: essa viene assunta subito prima dell’atto sessuale da entrambi i partner. L’effetto afrodisiaco della Muira Puama è stato studiato da un punto di vista scientifico. Già dopo due settimane metà degli uomini sottoposti a test mostravano netti segni di diminuzione dei problemi di erezione. Non sono stati riscontrati effetti collaterali. (Studio clinico del dottor Waynberg, Istituto per la ricerca sessuale, Parigi; American Journal of Natural Medicine – Nov. 1994, vol.1, n.3, p.8)

DAMIANA

Nel XVII secolo un missionario spagnolo scopri la damiana, un antico afrodisiaco già noto agli indiani d’America, spesso chiamata “pianta dell’amore”. Le foglie vengono infuse in acqua o fumate dopo l’essicazione, dovrebbero avere un effetto particolare sulle donne. Nei Caraibi i praticanti dei culti voodoo hanno consacrato la damiana alla dea dell’amore Erzulie. La “Rompe camisa macho” ovvero la pianta che rompe la camicia all’uomo acuisce la libido e aumenta la forza degli amanti.

MACA

Originaria delle Ande e utilizzata da sempre dai popoli andini per aumentare le capacità riproduttive sia maschili che femminili. La radice di maca essiccata e ridotta in polvere è usata come afrodisiaco e per aumentare le energie sessuali. Alcuni studi hanno dimostrato che è in grado di aumentare il volume dello sperma, il numero degli spermatozoi e la loro vitalità con un miglioramento del desiderio sessuale (rispetto al placebo)

GINSENG

Il ginseng è il più famoso toccasana e afrodisiaco asiatico. Aiuta a contrastare le disfunzioni sessuali e riproduttive, aumentando la virilità e la libido.

Secondo la cultura medica cinese il ginseng accende il “fuoco interiore”. Si distinguono le radici femminili da quelle maschili: le prime hanno effetto sulle donne, le altre sugli uomini. Quado tra le “cosce” delle radici di ginseng si vede una protuberanza simile ad un pene allora l’effetto risulta infallibile.

ACHILLEA MILLEFOGLIO

Era utilizzato dalle coppie appena sposate come elisir d’amore: veniva inserita nel bouquet della sposa garantendo7 anni d’amore incondizionato. Per essere sicure che il proprio uomo fosse sinceramente innamorato, le donne sbattevano dell’achillea sul naso: se dal naso fosse uscito del sangue, l’amore sarebbe stato autentico.

BRIONIA COMUNE

In alcuni luoghi le ragazze credevano che la radice di vite bianca potesse aiutarle a procurarsi uno o più amanti. Per questo motivo, prima di andare a ballare, mettevano dei pezzetti di radice di questa erba “seduttrice” nelle proprie scarpe.

LEVISTICO

Sin dai tempi più antichi il levistico, o sedano di monte, è utilizzato nelle pozioni d’amore, come amuleto o aggiunto all’acqua del bagno. Le capacità che stimolano la sessualità sono attribuite sia alle sue foglie che alle sue radici. In Baviera le giovani donne portavano fiori di levistico sotto il corsetto per legare a sé il proprio prediletto.

ROSA

Il fascino esercitato dalla rosa è tuttora insuperabile e rappresenta il “fiore dell’amore” per eccellenza. Da migliaia di anni ha un simbolismo complesso in molte culture e religioni. Se nella cultura cristiana del medioevo la rosa rappresenta la verginità, è anche vero che la rosa era utilizzata per indicare il mestiere più vecchio del mondo: in alcune culture le prostitute venivano anche dette “rose” ed i nomi di alcune strade erano scelti per identificare le zone delle case di tolleranza, come l’angolo delle rose, via delle rose, la rosa nera (allusione ai peli pubici). Espressioni quali “andar per rose” erano un’allusione inequivocabile a incontri amorosi, mentre “cogliere il fiore” si riferiva alla perdita di verginità.

PIANTE PER LA LIBIDO

Da secoli gli uomini cercano di mettere le ali alla propria vita sessuale con qualsiasi mezzo. Nell’antichità, molte delle piante a cui erano attribuiti effetti erotici ed inebrianti, venivano consacrate ad Afrodite, la dea greca dell’amore. Da qui deriva il termine “afrodisiaco”. Servivano a stimolare la libido, risvegliare il desiderio sessuale ed aumentare il piacere.

DURIAN

Nel sud-est asiatico la polpa e i semi tostati del Durian sono conosciuti da tutti come afrodisiaci, soprattutto per la lor azione vasodilatatrice. La deliziosa polpa è tuttavia nascosta da una buccia dura ricoperta di spine, che secerne un odore nauseante. Per questo motivo in Asia non è possibile portare con sé e consumare questo frutto né nelle stanze d’albergo né nelle metropolitane o sugli aerei.

CAROTA

Fin dai tempi degli antichi egizi i semi di carota vengono cotti insieme al miele e serviti come afrodisiaco. In Grecia se beve il succo estratto dalla radice come stimolante erotico.

SEDANO RAPA

Nelle credenze popolari, il sedano rapa è particolarmente famoso come afrodisiaco. Pare che i suoi effetti funzionino meglio se consumato crudo in insalata.

ASPARAGO

All’asparago sono attribuite caratteristiche afrodisiache non solo a causa della forma fallica. Da un antico erbario cinese risulta che un uomo, nutrendosi per anni di auna particolare specie di asparago, avesse rapporti sessuali con 80 donne, tra mogli e concubine.

BOSSOLO

Anche al Bossolo (o Pistacchio falso), che i tedeschi chiamano anche “scroto” per i suoi grossi frutti a palla, sono attribuiti effetti afrodisiaci. Secondo una leggenda, ai tempi dell’antica Roma l’arbusto del bossolo rischiò quasi l’estinzione a causa del massiccio utilizzo che ne veniva fatto per giovare dei presunti effetti “rinvigorenti” attribuiti alle sue noci. In baviera se ne ricavano grappe e liquori.

ASSENZIO

L’assenzio è una bevanda alcolica, tradizionalmente ricavata dalla pianta dell’assenzio maggiore, dall’anice, dal finocchio e da altre erbe officinali. Il particolare effetto dell’assenzio deriva dal mix tra le proprietà calmanti dell’alcool e quelle stimolanti del tujone contenuto nella pianta che dovrebbe anche avere effetti afrodisiaci. L’assenzio divenne molto popolare in Francia, a cavallo fra il XIX e il XX secolo, in particolare fra gli artisti e gli scrittori.

NOCE MOSCATA

Le noci moscate non sono soltanto una spezia aromatizzante, ma, se assunte in dosi massicce, aiutano ad “ampliare le proprie percezioni”. Dalla Franconia proviene una ricetta d’amore decisamente poco appetitosa: “la ragazza ingoia una noce moscata e, quando questa fuoriesce, la riduce in polvere e la mischia al cibo da servire al proprio amato, per far sì che il suo desiderio si concentri interamente su di lei”.

VANIGLIA

Il profumo della vera vaniglia è molto seducente, ed era già molto apprezzato dalle antiche popolazioni del Messico. Gli indigeni, infatti, sfregavano sul proprio corpo dei baccelli di vaniglia per rendersi più attraenti e sensuali. Il duca francese di Richelieu (1585-1642) faceva produrre delle palline profumate alla vaniglia con il cui aiuto avrebbe sedotto decine di donne.

CANAPA

La canapa è una delle più antiche piante utili del mondo e si può far risalire la sua storia fino a circa 8000 anni fa. Non costituisce soltanto la fibra base per tessuti, carta e corde, ma è anche l’elemento base per sostanze eccitanti come l’hashish (ricavato dalla resina) e la marijuana (ricavata dai fiori femminili). Negli anni ’60 questo genere di stimolanti fu alla base della cultura giovanile ispirando numerosi artisti e musicisti.

CHIODI DI GAROFANO

Le gemme floreali dei chiodi di garofano sono utilizzate come afrodisiaci da oltre 5000 anni: già le antiche popolazioni della Cina masticavano i chiodi di garofano prima degli incontri amorosi. La polvere è inoltre utilizzata nella produzione di incensi afrodisiaci.

CANNELLA

È’ da sempre usata come afrodisiaco. L’olio essenziale di cannella è spesso impiegato nella preparazione di profumi erotici ed altri prodotti per il bagno o sotto forma di unguento, come stimolante da applicare ai genitali.

COCCO DI MARE

I grossi semi del cocco di mare ricordano la forma del basso ventre femminile, mentre le lunghe infiorescenze della palma maschio ricordano la forma del pene. Si capisce quindi che il loro frutto sia ritenuto afrodisiaco e non solo alle Seychelles. Su queste isole, la leggenda narra che la pianta femmina e quella maschio copulino durante le notti di tempesta.

ORCHIDEA MASCHIO

I due tuberi radicali tondeggianti che penzolano all’estremità del gambo di numerose specie di orchidee ricordano molto la forma dei genitali maschili. In effetti il nome stesso “orchidea” deriva dal greco “orchis” che significa testicolo. Da questi tuberi si ricava il “salep” (che in arabo significa “testicoli di volpe”) e cui vengono attribuiti effetti afrodisiaci. In Turchia è tuttora utilizzato come addensante per i prodotti di pasticceria e per alcune bevande.

CARDAMOMO

In oriente i semi profumati di cardamomo vengono anche chiamati “semi del Paradiso”. Il loro olio essenziale funge da potente stimolante ed è considerato un afrodisiaco in tutto l’Oriente. Si pensa che il cardamomo verde più di tutti sia ritenuto in grado di accrescere il desiderio degli uomini.

PEPERONCINO

E’ la spezia più piccante di tutte. Non è quindi un mistero che gli uomini di tutto il mondo credano che sia utile per dare nuovo vigore alla propria vita sessuale. Alcuni arrivano anche a sfregare il peperoncino sui genitali. Negli anni ’70 il governo peruviano tolse il peperoncino dagli ingredienti delle mense delle prigioni in quanto “non adatto” a uomini che vivono in condizioni di vita ristrette.

BASILICO

Già dai tempi dell’antichità a questa amata pianta aromatica vengono attribuiti poteri afrodisiaci. Nella mitologia greca, una famosa etera si chiamava Okimon, com’è chiamata l’erba del basilico. Okimon era una delle serve della dea dell’amore Afrodite che a suo nome si offrivano agli uomini desiderosi.

ARTEMISIA

Era utilizzata nella medicina tradizionale per curare disturbi ginecologici ma serviva anche per aumentare la fecondità e per facilitare il parto. Alcune delle sostanze in essa contenute, ad esempio gli oli essenziali, sono però nocive: a questa composita vengono addirittura attribuiti effetti abortivi.

ALCHEMILLA

Da sempre l’alchemilla è ritenuta la pianta della donna per eccellenza e simbolo di fecondità. I romani la chiamavano “mantello di Venere”, mentre Hildegard von Bingen (1098-1179) la consigliava per pianificare il parto. La medicina tradizionale la celebra da sempre come “facilitatore del concepimento” e tra i suoi effetti annovera anche la capacità di rafforzare l’utero, diminuendo il rischio di aborti.

PROFUMI STIMOLANTI

Gli oli essenziali della salvia moscatella, del legno di sandalo e dello Ylang-Ylang stimolano i sensi, aiutano a ridurre la timidezza ed a incrementare la libido. Combinati con sostanze vasodilatatrici contenute in oli per massaggi sensuali sono in grado di aumentare la percezione dei sensi.

Grazie ai suoi effetti fortemente afrodisiaci, l’olio essenziale tratto dai fiori di Ylang-Ylang è tra quelli preferiti dai rituali tantrici non solo in India. L’olio essenziale del legno di sandalo contiene sostanze molto simili agli afrori sessuali degli uomini che possono accrescere la predisposizione sessuale nell’organismo.

CONTROLLO DELLE NASCITE

In tutti i paesi e tutte le culture del mondo le donne utilizzano da migliaia di anni le piante come metodo contraccettivo o come abortivo vegetale. Queste “ricette” sono state trasmesse oralmente principalmente dalle levatrici, dalle esperte di erbe medicinali ma anche dalle madri alle figlie. Sulla reale efficacia di piante impiegate come metodi contraccettivi (utilizzati ancora ai giorni nostri) esistono svariati racconti delle esperienze di donne ma spesso mancano riscontri clinici.

ANTICHI ANTICONCEZIONALI

Nel papiro di Ebers (un documento dell’antico Egitto, ca. 1150 a.C.) viene nominata una bevanda anticoncezionale fatta con birra dolce calda, sedano rapa e olio. Invece un tampone di ana imbevuto di una miscela composta da miele, punte di rami di acacia e datteri dovrebbe evitare una gravidanza per almeno tre anni. Nell’antica Grecia e nell’antica Roma venivano utilizzati come contraccettivi i semi di melograno, lo zenzero ed altre radici, l’olio d’oliva, il miele, l’aceto, la salamoia, l’allume e diversi tipi di resina. Il primo contraccettivo per l’uomo venne descritto da un medico greco del IV° secolo, ed era composto da una miscela di succo di melograno e aceto o allume che dovevano ridurre il numero di spermatozoi.

REGOLATORI E RITARDANTI DEL CICLO

Nei tempi antichi non era insolito utilizzare piante come l’artemisia e l’assenzio per regolare una mestruazione tardiva. Per questo motivo la linea di demarcazione tra i metodi “regolatori” e quelli “abortivi” era molto sottile. Il medico greco Dioscoride (ca. 50 d.C.) aveva catalogato 117 tipi di piante “regolatrici”, ma soltanto 17 specie venivano utilizzate come anticoncezionali.

GLI INIBITORI DEL DESIDERIO

Gli anafrodisiaci vegetali erano rimedi popolari contro i “riprovevoli piaceri della carne”. Erano largamente diffusi nel medioevo tra la popolazione cristiana, in particolare fra suore e monaci, che li utilizzavano per aiutarsi a mantenere intatto il voto di castità.

CICUTA MAGGIORE

Il succo di cicuta priva l’uomo della sua forza. Nell’antica Grecia, per restare sobri e morigerati, i sacerdoti si frizionavano con il succo di questa ombrellifera. Secondo un’altra tradizione le streghe entravano nelle case durante la notte e con la cicuta strofinavano la parte migliore degli uomini dormienti in modo da derubarli della loro potenza.

AGNOCASTO, PEPE DEI MONACI

Fin dall’antichità l’agnocasto (dal greco agnòs=agnello e dal latino castus=casto) era utilizzato come “killer” del piacere. I suoi frutti dal sapore forte e pungente erano utilizzati al posto del pepe per condire i pasti di suore e monaci.

Fonte: “Amore in fiore” mostra ai giardini del Castel Trauttmansdorff a Merano

 

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