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Studi sull’effetto antiossidante del Melograno
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Sono stati effettuati studi sull’effetto protettivo dei polifenoli del melograno e dei suoi componenti antiossidanti nelle ipercolesterolemie anche in associazione all’utilizzo delle statine per contrastarne gli effetti collaterali.

L’azione protettiva delle lipoproteine HDL, i cui livelli plasmatici sono inversamente correlati al rischio cardiovascolare, è legata a numerosi meccanismi che contribuiscono a contrastare la formazione delle lesioni aterosclerotiche e quindi a prevenire eventi cardiovascolari. In particolare le lipoproteine HDL esercitano un’azione antiossidante grazie alla presenza di un enzima, la paraoxonasi (PON1), in grado di inibire diversi processi ossidativi. Si ritiene che alcuni componenti della dieta, quali le vitamine C ed E, il vino e il succo di melograno, possano esercitare un effetto protettivo incrementando le concentrazioni plasmatiche del suindicato enzima PON1. Per alcuni di questi alimenti, come il melograno, l’effetto è stato attribuito all’alto contenuto di polifenoli.

Questo studio, condotto in un modello sperimentale su epatociti umani (le cellule del fegato), è stato impostato allo scopo di chiarire i possibili meccanismi attraverso i quali il succo di melograno e i suoi principali componenti polifenolici (punicalagina, acido gallico o acido elagico) possono incrementare la produzione epatica di PON1. I risultati dimostrano che il succo di melograno è in grado di indurre la secrezione di PON1 da parte degli epatociti. Questo enzima, in vitro, è risultato attivo e capace di proteggere le lipoproteine dall’ossidazione. L’aumento della produzione dell’enzima è, almeno in parte, attribuibile all’interazione e all’attivazione dei recettori nucleari PPAR gamma da parte dei polifenoli. Questi dati confermano quindi la capacità dei polifenoli del melograno di indurre la PON1 con un meccanismo indipendente dalle loro proprietà antiossidanti e forniscono nuove evidenze sugli effetti protettivi antiaterosclerotici del succo di melograno.

TITOLO PUBBLICAZIONE: Paraoxonase 1 (PON1) expression in hepatocytes is upregulated by pomegranate polyphenols: A role for PPAR-gamma pathway

FONTE: Atherosclerosis. 2010; 208:119–125. www.nutrition-foundation.it

AUTORI: Khateeb J, Gantman A, Kreitenberg AJ, Aviram M, Fuhrman B.

L`AGGIUNTA DI SUCCO DI MELOGRANO ALLE STATINE INIBISCE L`ACCUMULO DEL COLESTEROLO NEI MACROFAGI : ESISTE UN RUOLO DEI FITOSTEROLI E SOPRATTUTTO DELL`ANTI-OSSIDANTE POLIFENOLICO PUNICALAGINA CONTENUTO NEL SUCCO DI MELOGRANO.

L’articolo è stato pubblicato sulla rivista Harefua in ebraico dall’Israel Medical Association – Traduzione curata dal Dott. Nechemia Dranov.

EDIZIONE SETTEMBRE 2013

Le malattie cardiovascolari come infarto e ictus vengono principalmente provocate dalla formazione di un sedimento di colesterolo o colesterolo ossidato nelle pareti arteriose che conducono al cuore (coronarie) o al cervello (carotidi) . I macrofagi* compiono un ruolo molto importante nei primi stadi dello sviluppo dell’arteriosclerosi. Il trattamento con le statine, in pazienti con ipercolesterolemia, limita lo sviluppo dell’arteriosclerosi con l’inibizione dell`enzima che controlla il ritmo della produzione del colesterolo-HMGCo-reductase e, in modo minore, anche attraverso un’azione antiossidante.

L’uso delle statine ad alti dosaggi e a lungo termine è accompagnato da effetti collaterali sui muscoli e sul fegato.

I fitosteroli [ fra cui il Beta-sitosterolo ], steroli di origine vegetale ed il loro consumo da soli o con le statine, hanno agito sui pazienti affetti da ipercolesterolemia riducendo i livelli del colesterolo nel sangue ed il rischio di malattie cardiovascolari, anche i polifenoli come la Punicalagina, che si trova nel succo di melograno, hanno capacità anti-ossidanti davvero importanti. Gli autori fanno notare che in una loro pubblicazione precedente hanno dimostrato che il succo di melograno rallenta il ritmo della produzione del colesterolo a partire dai macrofagi con un meccanismo diverso da quello delle statine. Siccome il succo di melograno contiene sia Beta-sisterolo che Punicalagina, risulta che la combinazione delle statine con il succo di melograno previene l’accumulo di colesterolo e lipidi ossidati nei macrofagi e inibisce la loro trasformazione in cellule schiumose ( Foam Cells) (la trasformazione dei macrofagi in cellule schiumose è il primo stadio nella formazione della lesione sclerotica).

Risultati :

A. Influenza della combinazione di Simvastatina con Punicalagina e Beta-sisterolo contenuti nel succo di melograno sul ritmo di produzione del colesterolo nelle cellule schiumose:

La Simvastatina da sola ha inibito la produzione del colesterolo del 42% rispetto al controllo , ma in presenza di punicalagina l’inibizione è salita al 57%. In presenza di Punicalagina + Beta-sisterolo l`inibizione della sintesi di colesterolo è salita a 67%. Allo stesso, modo in vitro, Simvastatina associata a succo di melograno ha ridotto la sintesi di colesterolo nei macrofagi del 59%.

B. L’influenza della combinazione di Simvastatina con Punicalagina, Beta-sisterolo o succo di melograno sullo stress ossidativo nei macrofagi (cioè la capacità delle cellule di produrre radicali liberi – Reactive Oxygen Species – o ROS).

Mentre l`incubazione dei macrofagi con Simvastatina da sola ha inibito appena [11%] la quantità di ROS prodotta dai macrofagi rispetto alle cellule di controllo con la presenza di Punicalagina, la capacità inibitoria è salita in modo considerevole al 51% e al 79% rispettivamente. L’incubazione di macrofagi con Simvastatina in aggiunta al succo di melograno ha causato la riduzione del 41% e del 63% della capacità delle cellule di produrre ROS.

DISCUSSIONE

In questo lavoro di ricerca è stato mostrato per la prima volta che l`aggiunta di succo di melograno alla Simvastatina in un campione di macrofagi in cultura ha migliorato la capacità della Simvastatina di inibire la produzione di colesterolo nelle cellule e proteggere le cellule dallo stress ossidativo. E` possibile correlare queste influenze all`antiossidante Punicalagina e ai Fitosteroli, due composti che si trovano in quantità considerevole nel succo di melograno.

In questo lavoro è stato fatto uso di macrofagi j774A1 [originati da topi] in quanto queste celulle creano cellule schiumose [Foam cells] simili a quelle che si trovano nei malati affetti da arterioslerosi.

In questo lavoro è stato mostrato che i fitosteroli inibiscono la produzione di colesterolo nei macrofagi in funzione della concentrazione, mentre la Simvastatina inibisce l`enzima rate-limiting nella produzione del colesterolo HMGCo-reductase , l’inibizione dei Fitosteroli contenuti nel succo di melograno avviene per stadi successivi. Siccome queste sostanze agiscono in stadi diversi, la combinazione di Simvastatina con il succo di melograno aumenta in modo considerevole l’effetto inibitorio della Simvastatina sulla produzione del colesterolo nei macrofagi.

Le statine, deboli anti-ossidanti come mostrato in passato, portano ad una riduzione dell’ossidazione dell’LDL nei pazienti con ipercolesterolemia. L’ LDL ossidato viene assorbito quando abbonda dai macrofagi localizzati nel lume vascolare e provoca accumulo di colesterolo ed altri lipidi ossidati, come conseguenza si avrà la loro trasformazione in foam cells*. In questo lavoro è stato dimostrato che l`aggiunta di succo di melograno alla Simvastatina [che inibisce poco la produzione dei ROS nei macrofagi] ha contribuito a una inibizione molto alta dello stress ossidativo nelle cellule.

CONCLUSIONI

I risultati di questo lavoro di ricerca nella coltura di macrofagi [come un modello di formazione di FOAM CELLS e la induzione di arteriosclerosi ] possono essere molto importanti nel trattamento di malati con ipercolesterolemia perché sarà possibile dare ai malati un dosaggio più basso di statine [evitando cosi gli effetti collaterali ] in associazione al succo di melograno per aumentare l’inibizione della produzione di colesterolo e anche la protezione dallo stress ossidativo.

* NOTE a cura di Zea Centro Studi

La raccomandazione è quella di bere succo di melograno puro, senza conservanti e senza zuccheri aggiunti.

Macrofagi

I macrofagi sono cellule immunitarie altamente differenziate nei vari tessuti dell’organismo, dove ricoprono il ruolo di “spazzini del corpo umano”. I macrofagi si concentrano dove c’è necessità di eliminare un rifiuto, come un batterio, un prodotto di disfacimento dei tessuti o una cellula danneggiata. Nel sangue, i macrofagi non sono presenti come tali, ma sotto forma di precursori chiamati monociti; la presenza di queste cellule in circolo (1-6% della conta leucocitaria totale) è assolutamente transitoria, nell’ordine di circa 8 ore, intervallo che riflette il tempo intercorso tra la loro sintesi nel midollo osseo la comparsa in circolo e la definitiva migrazione nei tessuti (processo chiamato diapedesi). A livello tissutale, i monociti si ingrandiscono, aumentano i propri lisosomi e si differenziano divenendo macrofagi, alcuni dei quali rimangono fissi in una determinata sede (macrofagi residenti), mentre altri hanno la capacità di spostarsi tramite movimenti ameboidi (macrofagi reclutati). Popolazioni di macrofagi fenotipicamente distinte sono presenti in ciascun organo e nelle diverse zone della milza e dei linfonodi (due tra le sedi dove queste cellule sono maggiormente rappresentate, in quanto è necessario distruggere un gran numero di particelle, tossine e sostanze indesiderate).

Aterogenesi

Le principali responsabili del processo aterogenico sono le cellule del sistema immunitario ed il materiale lipidico circolante principalmente il colesterolo.

L’iniziale risposta ad una degenerazione delle cellule endoteliali arteriose è l’aumentata aderenza di Monociti e di T-Linfociti, nei confronti dell’area affetta.

I sotto-prodotti proteici di Monociti e Linfociti, chiamati Citochine, mediano il processo aterogenico tramite la loro attrazione chemotattica delle cellule fagocitarie verso l’area affetta.

Contemporaneamente, l’esposizione ad elevati livelli sierici di LDL o colesterolo “cattivo” e il suo deposito e l’ossidazione, incrementa ulteriormente il processo infiammatorio in corso. Tale processo è dato dall’incrementato uptake di LDL da parte delle cellule fagocitarie che a loro volta prendono di nome di “Foam Cells” (cellule schiumose) dato il loro alterato contenuto lipidico. Il materiale lipidico nella forma fenotipizzata di “Foam Cells” può così infiltrarsi all’interno dell’endotelio vasale, e tanto più il materiale lipidico si accumula, tanto più il lume dei vasi sanguigni interessati a tale processo, si occlude. l materiale lipidico che viene a depositarsi, prende il nome di Placca Ateromatosa.

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