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Obesità infantile
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Grasso non è sinonimo di salute

L’Italia detiene il primato europeo di obesità infantile, le nostre scelte alimentari condizionano la crescita dei bambini, con conseguenze per la loro salute a breve, a medio e a lungo termine.

Ma cosa cosa c’è nei cibi?

Le preparazioni alimentari industriali hanno creato una separazione abissale tra chi preparagli alimenti e chi li mangia. Le etichette con gli ingredienti, obbligatorie per legge, non sempre ci aiutano a capire che cosa c’è davvero in quello che mangiamo. Questa è un’informazione ancor più importante quando compriamo prodotti destinati ai bambini, che guarda caso sono quelli più imbottiti di sostanze che ne migliorano aspetto e sapore, ma a volte a scapito di qualità e salubrità. Qui concentriamo la nostra attenzione su due “sorvegliati speciali”: gli additivi e lo zucchero.

 

Gli additivi: se li conosci li limiti ( o meglio li eviti!!!)

Sono contenuti nella maggior parte dei prodotti alimentari industriali; sono sostanze che vengono aggiunte per ragioni tecniche o commerciali e non hanno alcun valore nutritivo. Vengono impiegate per rendere l’alimento più colorato e invitante, per mantenere l’aspetto e la consistenza originari fino al momento del consumo, per prolungare la durata di conservazione e, spesso, anche per mascherare l’assenza di alcuni ingredienti di valore o l’uso di materie prime di qualità scadente. Mai come negli ultimi anni gli additivi sono stati messi giustamente sotto i riflettori per farne emergere il lato oscuro.

Tra gli allarmi più recenti, quello lanciato da uno studio commissionato dall’Agenzia britannica che vigila sui cibi (Food Standard Agency) all’Università di Southampton e pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, secondo il quale alcuni coloranti e conservanti, contenuti nei cibi preferiti dai bambini come bibite, caramelle, gelati e dessert, possono influire negativamente sull’attività e sull’attenzione dei bambini. I coloranti, in particolare, sono additivi usati per ripristinare o accentuare il colore di un alimento, o ancora per renderlo più attraente alla vista.

Possono essere naturali o artificiali (di sintesi). I primi sono estratti da sostanze naturali e sono sensibili alla luce, all’ossigeno e all’azione dei batteri. Sono in genere poco stabili e, contrariamente a quanto si pensa, non sempre sono innocui.

I coloranti artificiali sono ottenuti in laboratorio, durano di più, hanno colori più intensi, sono meno cari e anche questi possono dare problemi di salute. Sul sito di Altroconsumo si può consultare la banca dati sugli additivi alimentari (http://www.altroconsumo.it/additivi-e-aromi/le-principali-categorie-di-additivi-s65201.htm), in cui potete fare ricerche partendo dal nome dell’additivo, dal codice (generalmente composto da una E seguita da 3 o 4 cifre) o dalla categoria (coloranti, conservanti) o dal prodotto. Oltre a informazioni sull’additivo, trovate il nostro giudizio su possibili effetti dannosi, i nostri consigli e la segnalazione di quegli additivi che possono causare allergie o ipersensibilità.

 

Zucchero in eccesso

Lo zucchero fornisce l’energia necessaria a compiere le molte azioni della giornata sia per gli adulti sia per i bambini. È quindi importante assumerlo con la dieta ma nelle giuste quantità; è altrettanto importante non eccedere per non andare incontro al rischio di obesità e sovrappeso.

I pediatri bandiscono l’uso dello zucchero nel periodo dello svezzamento e suggeriscono di limitarne l’apporto dopo l’anno di età per evitare l’abitudine al gusto dolce dei più piccoli.

Come fare a mettere in pratica questo accorgimento? Prestando attenzione alla lista degli ingredienti in modo da scegliere gli alimenti più opportuni.

Ecco qualche esempio:

la categoria generica “frutta da bere” comprende un gran numero di prodotti molto diversi tra loro: spremute, nettari, bevande alla frutta, bibite al gusto di.

Quale scegliere? Quelli 100% frutta (di solito di agrumi o ananas) sono da preferire perché sono senza zuccheri aggiunti.

I nettari, per intenderci, sono conosciuti soprattutto come i brick con la cannuccia, hanno un contenuto di frutta inferiore, compreso tra il 25% e il 50% (in funzione del tipo di frutta) e contengono zucchero.

Nei bambini fino a 6 anni si consiglia di consumare al massimo un brick al giorno; le bevande alla frutta, come aranciata e limonata, hanno pochissima frutta ma tanto zucchero e tanti additivi (aromatizzanti, coloranti e conservanti). In pratica sono un concentrato di calorie e mancano di fatto tutti i nutrienti della frutta. Meglio evitarle.

Gli zuccheri semplici possono coprire fino al 10-15% dell’apporto calorico giornaliero. Non più di 10 zollette al giorno. Un bicchiere di bibita gassata ne contiene 5.

Prevenire l’obesità

Tra i 6 e i 9 anni i bambini sovrappeso o obesi in Italia sono 4 su 10, un primato in Europa. Il 25% dei bambini obesi è già a rischio di malattie cardiovascolari.

L’obesità non è una questione estetica, ma medica. Con possibili sviluppi come diabete, rischi cardiaci, tumori. È un fatto sotto gli occhi di tutti: i prodotti meno salutari sono spinti aggressivamente grazie a messaggi rassicuranti, personaggi dei cartoni animati, gadget. Ma non possono essere le sirene della pubblicità e del marketing a decidere della salute e del benessere dei bambini.

Le strategie per combatterla

Non è solo questione di ingredienti. Anche le porzioni extralarge giocano la loro parte nel problema obesità. Gli alimenti confezionati sono venduti in porzioni sempre più grandi. A questo si aggiunge il fatto che ormai si fa pochissima attività fisica.

Ecco alcuni consigli per aiutare i vostri bambini ad alimentarsi in maniera sana:

  • le mamme spesso sono ansiose e pensano che un bambino che mangia molto sia più sano. Al contrario, non insistete quando il bambino non ha fame, moderate le porzioni, non premiatelo con il cibo;
  • non tenete in casa i cibi-tentazione (bevande gassate e succhi di frutta, patatine, merendine e cioccolata) e sostituirli con gli alimenti giusti (acqua, frutta fresca, pane e fette biscottate integrali, yogurt);
  • abituate il bambino a tre pasti regolari: una colazione sostanziosa, un pranzo e una cena, intervallati da uno spuntino leggero a metà mattina (l’ideale è un frutto) e una merenda il pomeriggio (un frutto o uno yogurt, con un po’ di pane);
  • eliminate o riducete i piatti più elaborati (in particolare i fritti) e proponete ogni giorno frutta e verdura cotte o crude; riducete i condimenti; preferite piatti preparati in casa a quelli acquistati pronti;
  • stimolate il bambino ai giochi all’aperto e all’attività fisica.
  • abituatelo a camminare ogni volta che è possibile; limitate il più possibile il consumo di pasti fuori casa, soprattutto nei fast food; date il buon esempio in famiglia seguendo voi per primi queste sane abitudini.

Occhio ai claim salutistici

Cosa c’è di meglio per iniziare la giornata di tuo figlio di una sana colazione a base di cereali, nutrienti e leggeri? Già, chi inventa le pubblicità sa che cosa piace ascoltare ai genitori, peccato che poi dimentichi di mantenere le promesse. Un test svolto di recente da Altroconsumo su moltissime marche di cereali per la prima colazionedei ragazzi ha dimostrato che questi prodotti contengono zuccheri (33% con punte sino al 42%), grassi (sino al 14%) e sale in percentuali molto alte. Questo nonostante le confezioni sbandierino la presenta di vitamine, fibre, calcio e quant’altro suoni bene senza però significare granché.

Sul sito di Altroconsumo trovate un calcolatore che aiuta a trasformare le quantità di zucchero indicate sulle etichette di bevande e alimenti in zollette.

Insegnare al bambino a seguire una dieta sana e varia, ricca di verdura e frutta e povera di grassi e zuccheri semplici, è il modo migliore per prevenire l’obesità.


		
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